LA SINDROME DELL'INTESTINO IRRITABILE

La sindrome dell'intestino irritabile (IBS, Irritable Bowel Syndrome) è un disturbo gastrointestinale funzionale, ovvero si caratterizza per la presenta di un disturbo funzionale in assenza di un danno d'organo strutturale o biochimico. La diagnosi viene infatti effettuata sulla base della sintomatologia, in quanto gli esami diagnostici falliscono nell'individuare una causa organica (cosa che invece avviene per altre patologie a sintomatologia gastrointestinale quali la celiachia o le malattie infiammatorie croniche intestinali) [1].

Tra i disturbi gastrointestinali funzionali, la IBS è il più diffuso e colpisce circa il 15% della popolazione mondiale; è più comune nelle donne ed ha un picco di insorgenza tra i 20 ed i 50 anni [2].


Eziologia

Le cause che portano allo svilupparsi di questo disturbo non sono ancora note ma sembrano essere multifattoriali. I fattori causali ipotizzati sono [1]:

  • Alterata motilità gastrointestinale

  • Ipersensibilità viscerale

  • Disaccoppiamento della comunicazione intestino-cervello

  • Infiammazione cronica di basso grado a livello intestinale

  • Attivazione del sistema immunitario

  • Alterazione del microbiota intestinale

  • Aumentata permeabilità intestinale

Questi possono a loro volta essere causati da altri fattori, in primis lo stress. Non è un caso infatti che la IBS abbia una maggiore prevalenza nei paesi sviluppati e che sia in grande crescita nei paesi in via di sviluppo [3].


Sintomatologia

I principali sintomi della sindrome dell'intestino irritabile sono:

  • Dolore addominale inferiore

  • Alterazioni dell'alvo (costipazione, diarrea o alternanza dei due)

  • Gonfiore addominale (sensazione di gonfiore interna)

  • Meteorismo eccessivo

  • Distensione addominale (aumento visibile della circonferenza addominale)

  • Sintomi sistemici (spossatezza, emicrania, dolori muscolari...)

I sintomi si manifestano in modo intermittente, e la severità varia da individuo a individuo [4].

Pur non essendo una patologia letale, i sintomi si ripercuotono ed impattano fortemente la qualità della vita dei pazienti, che spesso non riescono a condurre una vita normale e si sentono costretti a ricorrere all'utilizzo di anti-depressivi.


Diagnosi

Non esistono esami strumentali per diagnosticare la sindrome dell'intestino irritabile, a questa viene fatta, dal medico curante o gastroenterologo, sulla base della sintomatologia utilizzando i Criteri di Roma IV [1].

Secondo tali criteri per poter classificare una sintomatologia come IBS il dolore addominale deve essere presente almeno 1 giorno a settimana da almeno 3 mesi e deve essere associato a due o più dei seguenti sintomi:

  • Miglioramento alla defecazione

  • Alterazione della frequenza dell'alvo

  • Alterazione nella consistenza delle feci

  • Inizio della sintomatologia da più di 6 mesi

Per la diagnosi di IBS possono però essere richiesti esami ed analisi, volti ad escludere la presenza di altre patologie che possono avere sintomatologia simile (celiachia, malattie infiammatorie croniche intestinali, endometriosi, cancro...).


Sulla base dei sintomi predominanti, la IBS può essere classificata in una delle 4 forme identificate:

  • IBS-C: costipazione prevalente

  • IBS-D: diarrea prevalente

  • IBS-M: mista

  • IBS-U: non classificabile nelle categorie precedenti

Sebbene l'IBS sia una condizione relativamente comune, spesso non viene diagnosticata. La sottodiagnosi viene definita come "effetto iceberg" per cui vi sono più casi di IBS non diagnostica che diasgnoticati. Si pensa che solo 1/3 dei casi sia stato formalmente diagnosticato.

Tale sottodiagnosi è un problema in quanto il paziente subisce gli effetti negativi della sindrome sulla qualità di vita senza poterli risolvere: i pazienti si sentono spesso ansiosi, frustrati e alla ricerca di una causa organica per i loro sintomi, che in realtà non esiste. Spesso inoltre si sentono dire da figure sanitarie che i sintomi sono emotivi o psicologici ma non reali, esacerbando ulteriormente lo stato ansioso.



Opzioni terapeutiche

Ad oggi non esiste una cura per la sindrome dell'intestino irritabile: i trattamenti si basano sulla riduzione della sintomatologia mediante interventi dietetici mirati, utilizzo di medicinali, probiotici o fitoterapici e supporto psicologico .

In merito al trattamento dietetico, l'opzione più efficace è sicuramente la dieta FODMAP, una dieta di esclusione che risulta essere efficace nel 75% dei pazienti con IBS.

Nel prossimo articolo vedremo nel dettaglio le sue caratteristiche!


Riferimenti bibliografici

  1. Drossman, D.A. and W.L. Hasler, Rome IV-Functional GI Disorders: Disorders of Gut-Brain Interaction. Gastroenterology, 2016. 150(6): p. 1257-61.

  2. American College of Gastroenterology Task Force on Irritable Bowel, S., et al., An evidence-based position statement on the management of irritable bowel syndrome. Am J Gastroenterol, 2009. 104 Suppl 1: p. S1-35.

  3. Emeran A. Mayer, Bruce D. Naliboff, Lin Chang, and Santosh V. Coutinho. Stress and irritable bowel syndrome. American Journal of Physiology-Gastrointestinal and Liver Physiology2001280:4, G519-G524

  4. Saha L. Irritable bowel syndrome: pathogenesis, diagnosis, treatment, and evidence-based medicine. World J Gastroenterol. 2014;20(22):6759-6773. doi:10.3748/wjg.v20.i22.6759


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