INTERVISTA CON ROBERTA DI ZERO GRANO BAKERY

Roberta è una sorridente donna celiaca che ha deciso di aprire il blog Zero Grano Bakery dedicato esclusivamente a ricette senza glutine.

Vi consiglio di visitarlo per avere tanti nuovi spunti ed idee, anche per i non celiaci!

Qualche settimana fa mi ha contattata per chiedermi di partecipare ad un'intervista a tema alimentazione. Qui il link alla diretta YouTube dell'intervista! Di seguito vi riporto ciò di cui abbiamo parlato!


Qual’è la differenza tra dietologo, dietista e nutrizionista?

Le figure professionali che possono operare in ambito nutrizionale sono 3 e questo lascia spesso confuso il cliente.. vediamo di fare chiarezza!

Il DIETOLOGO è un medico laureato in Medicina e Chirurgia, con successiva specializzazione in Scienza dell’Alimentazione. In realtà anche senza la specializzazione un medico può prescrivere diete legalmente: per questo è importante verificare sul curriculum che abbia seguito un percorso di studi specifico ed abbia quindi le competenze per farlo (a medicina non ci sono esami di nutrizione!). Il dietologo, essendo medico, può prescrivere farmaci e fare diagnosi, spesso lavora per lo più in strutture ospedaliere con soggetti affetti da importanti malattie metaboliche o grandi obesi che necessitano di chirurgia bariatrica.

Il Dietologo deve essere iscritto all’albo dei medici .


Il DIETISTA ha una laurea triennale in dietistica e può prescrivere diete sotto consiglio di un medico: per prenotare una visita dietista è infatti necessaria la prescrizione medica. Il Dietista deve essere iscritto all’albo dei dietisti.


Il NUTRIZIONISTA è un Biologo, con una laurea triennale e laurea specialistica ed iscritto all’albo dei biologi. Il nutrizionista può avere una laurea specialistica in Scienza dell’Alimentazione, ma può anche non aver seguito nessun corso specifico in nutrizione in quanto ogni iscritto all’albo dei biologi può proclamarsi Biologo Nutrizionista. Anche in questo caso è quindi importante controllare il curriculum e verificare che il professionista sia competente.

Il biologo nutrizionista può prescrivere diete in condizioni di salute e di patologie se accertate da un medico; non può prescrivere farmaci.


È quindi importante affidarsi ad una di queste tre figure professionali e non ad altre figure che NON POSSONO prescrivere diete quali: personal trainer, farmacisti, osteopati, naturopati… in questi casi si parla di abuso di professione (art. 348 del Codice Penale).

Come educarsi a tavola soprattutto in periodi di stress quale quello attuale?

Il modo migliore se si ha un’alimentazione molto disordinata è chiedere aiuto ad un professionista che sappia come guidarti nelle scelte alimentari quotidiane, in base alla specifiche esigenze personali. Qualora invece in cui l’alimentazione diventi uno sfogo di emozioni negative e si sospetti di soffrire di un disturbo alimentare, è invece bene rivolgersi ad uno psicoterapeuta, ed iniziare un percorso che abbia l’obiettivo di capire le motivazioni alla base di questo comportamento e risolverle.

Diverso è il discorso della gestione dell’alimentazione in un momento difficile come questo, dove stress e nervosismo dati dalle numerose restrizioni cui siamo (per la nostra salute) costretti può rendere difficoltoso il seguire una alimentazione sana, un po’ per mancanza di motivazione, un po’ perché possono verificarsi episodi di “sfogo” sul cibo.

È quindi fondamentale cercare di mantenere il più possibile la normalità nella quotidianità e anzi sfruttare magari il maggior tempo a disposizione per dedicarsi di più a sé stessi, anche attraverso la cucina e scoprire nuove ricette.

Un’ottima idea, ed una buona abitudine da mantenere, è la creazione di un menù settimanale nella quale segnare tutti i piatti che si andranno a preparare nella settimana. Mettere per iscritto un menù settimanale ci permette di valutare com’è la nostra alimentazione nell’arco di una settimana e soprattuto di correggerlo magari cercando di variare il più possibile gli alimenti e seguendo le frequenze consigliate dalle Linee Guida, senza cadere nel pericolosissimo pasto “senza idee” dell’ultimo minuto!


Mangiare poco aiuta a dimagrire?

Per dimagrire è necessario un deficit calorico, ovvero introdurre meno calorie di quelle che consumiamo. Un metodo per fare ciò è diminuire le porzioni di ciò che mangiamo, quindi nel breve termine mangiando meno avremo un dimagrimento… fino a quando il nostro corpo si adatta alla minore quota calorica! L’adattamento è un meccanismo di sopravvivenza: siccome introduciamo meno energia, il nostro corpo inizia a consumare meno per sopravvivere. Quindi quello che prima era un deficit energetico, adesso diventa la nostra quota calorica di mantenimento. Spesso accade che le persone (soprattutto donne) iniziano a ridurre sempre di più le calorie fino ad arrivare a mangiare veramente poco e non perdono più peso!

Per questo è importante non fare diete fai-da-te ma affidarsi da un professionista in grado di guidarti in un percorso dietetico strutturato, e basato sull’educazione alimentare, senza eliminare nessuna categoria di alimenti, altro errore frequente.


Carboidrati si o no?

Carboidrati assolutamente SI! Secondo le Linee Guida e il modello di Dieta Mediterranea, i carboidrati dovrebbero rappresentare circa il 50% dell’energia introdotta giornalmente!

Le fonti preferite dovrebbero essere soprattutto cereali, preferibilmente integrali, legumi, verdura e frutta, mentre andrebbero limitati a consumi sporadici i dolci e gli zuccheri aggiunti.

Infatti, anche se non sono un nutriente essenziale, i carboidrati sono la fonte energetica preferita dalle nostre cellule! Eliminare i carboidrati non solo non porta ad un maggiore dimagrimento rispetto ad una dieta che li include nelle quote raccomandate, ma può portare ad episodi di “craving” ovvero di voglia incontrollabile di alimenti ad alta densità energetica e spesso ricchi in grassi, zuccheri e sale (es. biscotti, torte, pizzette…) che spesso sfociano in vere e proprie abbuffate con conseguente senso di colpa. Il rischio è quindi non solo di non perdere peso ma di entrare in un circolo vizioso di restrizione-abbuffata da cui è difficile uscire.

Assumendo invece le quantità corrette e nelle giuste fonti, ci sentiremo più sazi e appagati ai pasti, e magari saremo anche più felici visto che i carboidrati stimolano la secrezione del triptofano un precursore della serotonina, l’ormone della felicità, soprattutto se mangiati la SERA!

Quali sono i tuoi progetti futuri e passioni?

Avendo iniziato da poco la professione attualmente il mio progetto è sicuramente quello di portarla avanti nel miglior modo possibile, seguendo anche corsi di formazione in diversi ambiti in modo da poter seguire al meglio i miei pazienti.

Un grande sogno sarebbe conciliare la mia già grande passione, la cucina, con il lavoro: vorrei fare capire alle persone che mangiare bene non significa mangiare in modo triste, scondito e senza sale.. tutt’altro!


È stato per me un piacere partecipare a questa diretta, e rimango disponibile qualsiasi domanda relativa all'intervista!

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